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  • Sabrysan

Gli esami di karate

Il cammino del karateka

Nella foto che vedete ci sono le mie cinture, dalla prima all'ultima. Ognuna di esse rappresenta una tappa del mio cammino.

infatti, quando ci si iscrive ad un corso di karate, non si comincia a praticare uno sport, ma si intraprende un cammino.

Questo cammino è fatto di numerose tappe, e non ha un vero e proprio punto di arrivo, perché... "karate no shugyo wa isshu de aru", ovvero il karate si pratica tutta la vita.


Si consegue un primo obiettivo, quando i principi del karate iniziano a permeare la nostra vita quotidiana, fino a migliorare il nostro modo di vivere.


Lungo il cammino si incontrano degli obiettivi apparenti e degli obiettivi reali.

Un obiettivo apparente può essere una medaglia; l'obiettivo reale, affrontato tramite la gara, è la paura di presentarsi davanti ad una giuria o ad un avversario. Il vero obiettivo, che si raggiunge gareggiando, è il coraggio di mettersi in discussione.


Un altro obiettivo apparente è il colore di una cintura, mentre l’obiettivo reale è il miglioramento personale. Ecco perché si dice che arrivare alla cintura nera non è un punto d'arrivo, ma un punto d'inizio, perché non si smette mai di imparare. E quando si arriva a cintura nera si hanno finalmente gli strumenti per capire a fondo ciò che il corpo ha imparato in tutti gli anni precedenti.


Quindi, il vero obiettivo di percorrere una via marziale è quello di superare i nostri limiti e migliorare il nostro modo di essere. L'esame offre l'opportunità di farlo, quindi vale la pena soffermarci e analizzare un po' l'argomento dal punto di vista del Sakura Dojo.


Prima di tutto è bene chiarire che il grado non sempre coincide con il colore della cintura. Ogni grado richiede un tempo minimo di pratica e prevede lo studio di un programma specifico. Per ogni grado c'è un limite di età prestabilito.

Il primo grado ufficiale è rappresentato dalla cintura bianca. Questo può generare confusione, perché quando si acquista il primo "gi" si indossa subito una cintura di colore bianco. In realtà, all'inizio il grado di un praticante è "neutro". Con i bambini, infatti, si usa scherzare definendo la cintura "trasparente".

Negli ultimi anni abbiamo introdotto i corsi propedeutici, per bambini da 4 a 6 anni. A loro viene dedicato un percorso speciale, di introduzione alle arti marziali. Per premiare il loro percorso, anche i bambini sostengono il loro esame, che prende il grado di "mini bianca”, ideato proprio per dare loro un piccolo obiettivo e un riconoscimento per l'impegno e il tempo speso ad imparare.


Il primo colore che si incontra è il giallo, che in alcuni casi può arrivare nella versione bianco-gialla. Da diversi anni sono state infatti introdotte le cinture intermedie, ovvero bicolore, che consentono a bambini e ragazzi di dedicare più tempo alla preparazione di un esame.


Fino al grado di marrone si sostengono due esami per ogni anno. Per la marrone e gradi successivi, invece, i criteri sono diversi (tempo minimo un anno).


Sebbene siamo sempre rimasti attivi anche durante la pandemia, sapete tutti che il Covid ci ha tenuto fermi dalla regolare attività per ben 15 mesi. Di conseguenza, tutti gli allievi hanno perso due sessioni (giugno 2020 e gennaio 2021). Non abbiamo ritenuto opportuno fare "amnistie" e saltare dei passaggi, perché ogni grado ha la sua storia.

Questo grado, che arriverà con la prossima sessione speciale (luglio 2021 post-covid) avrà una storia importante, perché è stato super atteso, ma soprattutto super guadagnato. Il diploma ottenuto racconterà per sempre ai nostri allievi il loro grande impegno, il loro immenso grado di pazienza e resistenza, ma soprattutto la capacità di non mollare!


Un messaggio importante che si vuole dare agli allievi tramite il conseguimento di un grado e il rispetto di ogni fase e di ogni attesa è quello di premiare l'impegno, la presenza e la costanza.

In alcune scuole il grado può corrispondere al talento, ovvero un allievo più talentuoso viene "premiato" saltando una cintura. Al Sakura Dojo consideriamo più educativo che nessuna tappa venga saltata in virtù di un talento, perché proprio chi è dotato di talento ha bisogno di apprendere l'importanza del tempo da dedicare a un progetto, acquisendo la capacità di migliorarsi e di saper aspettare, sempre nel rispetto delle differenze anagrafiche e/o di situazioni personali specifiche.

Il karate è prima di tutto una disciplina educativa.


Gli esami si sostengono presso il proprio Dojo fino al grado di "shodan-ho" (il grado di preparazione alla nera).

Presso la federazione di appartenenza si sostiene (una volta in possesso dei requisiti richiesti) l'importante grado di cintura nera (primo dan). Una commissione esterna valuta, oltre all’allievo, anche la capacità del maestro di preparare il proprio studente ad affrontare questa tappa.


Nel Sakura Dojo, i limiti sono fissati a 14 anni per la cintura nera, 12 anni per la cintura marrone. Questi limiti sono stati introdotti per evitare il fenomeno dei “baby karateka”, ovvero ragazzi che giovanissimi indossano già un grado alto e conoscono i kata più difficili, con il rischio di bruciare le tappe formative del cammino personale e marziale, senza aver conseguito altre capacità necessarie nella vita.


Sono rare le eccezioni alle spiegazioni menzionate sopra, ma in alcuni casi il Direttore Tecnico può e deve applicarle, laddove ciò rappresenti la scelta migliore per un singolo o per il gruppo.

Ad esempio, se in un gruppo ci sono tutte cinture gialle e una sola cintura bianco/gialla, può essere utile sia al singolo che al gruppo unificare le cinture, laddove il singolo abbia tutti i criteri necessari per sostenere un esame (livello tecnico, livello di maturità comportamentale, regolarità delle presenze). Affinché questo succeda l’allievo in questione dovrà comunque prepararsi su due programmi e sostenere due esami in uno, per correttezza nei confronti degli altri allievi.

Allo stesso modo può succedere che un allievo sia l’unico di un gruppo ad avere oltre 12 anni e quindi a poter saltare una cintura bicolore; in questo caso il Direttore Tecnico deve valutare se è un bene per l'allievo e per il gruppo continuare un lavoro unificato o meno.

In entrambi i casi, la decisione presa ha lo scopo di organizzare al meglio il lavoro e ciò significa che, se ci sono eccezioni, esse serviranno solo a far lavorare meglio gli allievi.


Per quanto riguarda i bambini e gli esami da sostenere, è molto importante che la figura di riferimento all’interno del dojo sia in sintonia con la figura di riferimento all’interno della famiglia. Dunque è opportuno che i genitori/tutori degli allievi siano a conoscenza dei princìpi indicati in questo post, in modo da poter aiutare il bambino che dovesse avere dubbi o preoccupazioni prima di un esame.

In caso di ansia pre-esame è utile ricordare ai ragazzi che non si tratta di una prestazione, ma della naturale conseguenza di un percorso che si è già svolto, e del conseguimento di un grado che non arriva il giorno dell’esame. I ragazzi vanno rassicurati che ogni giorno che sono venuti in palestra quella strada l'hanno già costruita, grazie al loro impegno.



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