NOI

Una cintura nera è

una cintura bianca

che non si è mai arresa

L'obiettivo della scuola è quello di migliorare il carattere dei propri allievi attraverso la pratica del karate e l'abitudine a mostrare rispetto verso tutto ciò che ci circonda.

Il praticante di karate (karateka) ambisce ad essere onesto, costante, determinato, gentile, umile, capace di sacrificio e meritevole del rispetto altrui.

Il percorso sportivo, previsto dall'attività della scuola, non ne rappresenta la priorità. La competizione rappresenta un'importante occasione di crescita personale, ma la formazione avviene principalmente durante l'allenamento, attraverso il karate-do.

origini

Hana Wa Sakura Gi,

Hito Wa Bushi

"Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il Samurai"

Le origini del Sakura Dojo risalgono a Settembre del 2007, anche se l'asd Sakura Karate si costituirà legalmente solo a maggio del 2008. Il Dojo ("luogo dove si percorre la via"), sceglie come nome "Sakura", uno dei simboli del Giappone, ovvero il fiore di ciliegio.

Al centro del logo di Sakura troviamo il tondo pistillo rosso del sol levante, da cui prendono vita sette stami, come sette furono i  primi praticanti del Dojo. Gli stami sono a loro volta incorniciati da cinque petali, rappresentativi delle cinque cinture nere che hanno fondato il Sakura Dojo.  

 

La fioritura del ciliegio simboleggia sia la bellezza che la caducità. Come il samurai, così il ciliegio è monumentale nella sua bellezza ma, allo stesso tempo,  profondamente legato alla sua provvisorietà.

 

albo cinture nere

Alessandra Venturino

Giovanni Colacione

Raffaele Colacione

Luca De Meo

Emanuele De Meo

Rimon Ghobryal

Anna Marzullo

 Roberto Coletti

Simone Borrelli

Davide Castaldi

Valentina Simula

Giulia Balestrieri

Gabriele Borraccetti

Riccardo Parisi

Alessia Mandatori

Lorenzo Cabassi

Simone Tucci

PriNCìPI

DOJO KUN

Le 5 "Regole del Dojo", tramandate dal maestro Sakugawa.

1 Hitotsu! Jinkaku kansei ni tsutomuru koto!
Impegnati a raggiungere la perfezione del carattere

2. Hitotsu! makoto no michi o mamoru koto!
Sforzati di perseguire la strada della sincerità

3. Hitotsu! doryoku no seishin o yashinau koto!
Allena con costanza il tuo spirito allo sforzo

4. Hitotsu! reigi o omonzuru koto!
Pratica e diffondi il rispetto universale

5. Hitotsu! kekki no yu o imashimuru koto!
Astieniti dalla violenza e acquisisci l'autocontrollo

NIJU KUN

I Venti Precetti della via del Karate, di Gichin Funakoshi

1. Karate Do wa rei ni hajimari, rei ni owaru koto wo wasuruna.

Il Karate inizia e finisce con la cortesia

2 . Karate ni sente nashi.

Nel karate non esiste primo attacco

 

3. Karate wa gi no tasuke.

Il Karate è rettitudine, riconoscenza, è perseguire la via della giustizia.

 

4. Mazu jiko wo shire, shikoshite tao wo shire.

Il Karate è capire prima se stessi e poi gli altri.

5. Gijutsu yori shinjutsu.

Prima lo spirito, poi la tecnica.

6. Kokoro wa hanatan koto wo yosu.

Il Karate è lealtà e spontaneità; sii sempre pronto ad aprire la tua mente.

7. Wazawai wa getai ni shozu.

Ricorda che le avversità ci colpiscono quando si rinuncia.

8. Dojo nomino Karate omou na.

Non vivere il karate solo nel Dojo

9. Karate-do no shugyo wa issho de aru.

Il Karate è per la vita.

10. Arai-yuru mono wo karate-ka seyo, soko ni myo-mi ari.

Lo spirito del Karate deve ispirare tutte le azioni; metti la tua vita di tutti i giorni nel Karate e così scoprirai lo stato ideale dell’esistenza.

11. Karate wa yu no goto shi taezu natsudo wu ataezareba moto no mizu ki kaeru.

Il Karate viene tenuto vivo col fuoco dell’anima; il Karate è come l’acqua calda: necessita di calore costante o tornerà acqua fredda.

12. Katsu kangae wa motsu na makenu kangae wa hitsuyo.

Il Karate non è vincere, ma è l’idea di non perdere.

13. Tekki ni yotte tenka seyo.

La vittoria giace nella tua abilità di saper distinguere i punti vulnerabili da quelli invulnerabili.

14. Tattakai wa kyo-jutsu no soju ikan ni ari.

Concentrazione e rilassamento devono trovare posto al momento giusto; muoviti a seconda del tuo avversario.

 

15. Hito no te ashi wo ken to omoe.

Allenati pensando a mani e piedi come spade.

16. Danshi mon wo izureba hyakuman no tekki ari.

Pensare che tutto il mondo può essere l’avversario.

17. Kamae wa shoshinsha ni ato wa shizentai.

La guardia ai principianti, la posizione naturale agli esperti.

 

18. Kata wa tadashiku jissen wa betsu mono.

Il kata è perfezione dello stile, la sua applicazione è un’altra cosa.

19. Chikara no kyojaku, karada no shinshuku, waza no kankyu wo wasaruna.

Come l’arco, il praticante deve avere contrazione, espansione e velocità; analogamente rilassamento, concentrazione, dolcezza.

20. Tsune ni shinen kufu seyo.

Fai tendere lo spirito al livello più alto.

Nota Bene: gli ideogrammi non sono culturalmente traducibili in concetti grammaticali convenzionali, poiché il kanji esprime un concetto e non una parola, quindi esistono diverse traduzioni, pur mantenendo fede al significato del concetto. 

La parola "hitotsu", ripetuta all'inizio di ogni regola del Dojo Kun, indica "attenzione".

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