RIFLESSIONI DOPO IL 10° SAKURA DAY

 

Un altro Sakura Day si è concluso.

Preparato in poco tempo, con poche possibilità, dato lo spazio ridotto e il forzato utilizzo delle mascherine. Poi a pochi giorni, un’idea: “ma sì, compriamo altre materassine, così abbiamo il tatami più grande!”. “E almeno qualche tecnica di Bunkai facciamola…” “Sì, ma facciamo poche cose, dobbiamo essere un po’ più superficiali”… e poi ti ritrovi lì sempre a cercare la perfezione.

E un po’ ti innervosisci, perché perfetto non esiste ma non riesci a non desiderarlo.

Ma ci sono cose che fanno più bene alla salute che non la perfezione: prima di tutto la sensazione che non “stai” andando a fare il Sakura Day, ma “stiamo”. Sai che qualsiasi cosa succeda, alzi lo sguardo e ci sarà qualcuno ad aiutarti. Un adulto correrà incontro ad un bambino smarrito sul tatami ed uno dei bambini strapperà una lacrima ad un adulto. E poi un sorriso.

Poi, le emozioni che hai evitato per tutto il saggio – senza mai guardare negli occhi nessuno del pubblico, ma poi eccoli alla fine delle esibizioni vengono loro a raccontartele e ti arrivano tutte insieme e quasi non ci capisci niente, perché vorresti ascoltare tutti, abbracciare tutti, fare una foto con tutti ma inevitabilmente qualche pezzo te lo perdi, quindi passi la domenica ad assicurarti che non ti è sfuggito niente, che tutti siano stati bene. Vorresti dire qualcosa di speciale ma sono troppe le cose da dire, e allora non dici niente, tanto abbiamo una speaker spigliata che ci aiuta e parla per noi.

Le frasi che mi sono state lette, da una lettera con la calligrafia di Sakurino, sono arrivate dritte al cuore: belle, piene, sentite. Un vero regalo! E così tutti gli altri, che portano i nomi degli allievi, dentro un albero di Sakura, che accompagnano ancora altri regali utili e scelti in cura, di classe come le specialità di Hiromi Cake, ma anche buffi, come la tovaglietta per la colazione con tutte le foto dei sakurini agonisti e adulti che fanno le smorfie, e ancora il mazzo di fiori da parte del più piccolo del gruppo.

Sì, è stato devastante affrontare questo lockdown: era stancante preparare i video da mandare, registrati durante l’oretta delle ninne di Bianca, e poi montati subito dopo.. è stata una novità davvero contronatura fare le lezioni on-line, è stato difficile inventarsi idee nuove, quiz, video dei vostri lavori da casa, video emozionali, quiz dei genitori (a proposito c’è sempre una birra da condividere), sempre a cercare di arrivare, farvi sentire che c’ero. A novembre la fatica si è sentita di più, dopo la seconda chiusura è stata necessaria una piccola pausa, ma poco dopo rieccomi a tentare di riacchiapparvi tutti, in un modo o nell’altro, dandovi speranza, cercando allo stesso tempo di non rompere troppo!

E, però, che bella ‘sta fatica! Sono più contenta che mai di averla fatta, e non vedo l’ora di poter ricominciare a farla come si fa alla Sakura in tutto e per tutto, abbandonando i compromessi che in questi mesi sono stati saggi e necessari! Ieri è stata la conferma che tutto questo è servito a restare uniti, e non esiterò a farlo di nuovo se dovessero arrivare altri tempi duri, ma in cuor mio non vedo l’ora di poter riprendere a camminare la via marziale che ho imparato e che amo insegnare, quella che si segue con amore ma senza compromessi.

GRAZIE DELLA VOSTRA FIDUCIA!